“Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.” (Giovanni 13,1-15).

L’Evangelo della liturgia in Cena Domini possiamo considerarlo una sorta di testamento spirituale di Gesù.

Gesù compie un gesto inaudito: lava i piedi ai suoi discepoli. Lui, Maestro e Signore, si abbassa per servire. Gesù lascia ai suoi discepoli una traccia indelebile della sua presenza.

Ci sono delle resistenze da parte di Pietro perché non riesce a capire che Gesù non è il Messia atteso dal popolo ebraico. Gesù é il Messia Figlio del D-o vivente che non pone al centro la sua potenza regale ma la scelta di misericordia e di amore, come scelta definitiva di un D-o che sa abbassarsi e inchinarsi verso l’umanità, per salvarla.

Gesù si piega, si abbassa, si priva dell’onore che gli appartiene per ricordare che la comunità dei credenti e la fede di ciascuno sarà e resterà come pietra miliare solo se noi lo imiteremo.