Luca 22,24-30a
In quel tempo. Nacque tra gli apostoli una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Il Signore Gesù disse: “I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa
nel mio regno”.

Nel Vangelo di Luca, il contesto della discussione su chi fosse il più grande tra loro è quello dell’ultima cena. Gesù ha appena celebrato l’eucaristia, il segno più grande del dono di sé agli altri, e i suoi discepoli danno vita ad una contesa. Quanto più Gesù cerca di scendere per poter servire, tanto più i discepoli cercano di salire per comandare.

Gesù reagisce con fermezza e parla dell’esercizio del potere. Luca si rivolge dapprima a coloro che hanno già posizioni di responsabilità, a coloro che sono già “grandi” per esortarli ad un capovolgimento di prospettiva. E poi si rivolge ai suoi discepoli, e quindi a ciascuno di noi.

Occorre un cambiamento, un’inversione dal “più grande” al “più giovane”: il grande trova la sua autorevolezza nella misura in cui diventa piccolo.
Ma non basta: ci è chiesta anche la dimensione del servizio, diventare colui che trova la sua autorevolezza nel chinarsi davanti all’altro, nell’attesa dell’altro e della relazione con lui.

Il servizio va ben oltre il fare qualcosa per qualcuno: si tratta piuttosto di uno stile di relazione che crea comunione. E’ lo stile di chi abbandona la logica della competizione e del sembrare, per vivere nella dimensione della concretezza e della prossimità.

-“Io sto in mezzo a voi come colui che serve”: è così anche nella mia vita?

“Servire significa accogliere la persona che arriva, con attenzione, significa chinarsi su chi ha bisogno e tendergli la mano, senza calcoli, senza timore, con tenerezza e comprensione, come Gesù si è chinato a lavare i piedi agli Apostoli. Servire significa lavorare a fianco dei più bisognosi, stabilire con loro prima di tutto relazioni umane, di vicinanza, legami di solidarietà. Il segreto della gioia è vivere per servire: il vero potere è il servizio”. (Papa Francesco)