“Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi,
come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità
degli insegnamenti che hai ricevuto.
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. (..) Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo
vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore. “(Luca 1, 1-17)

Luca non è un testimone diretto di Gesù, ma ha narrato scrupolosamente (da medico qual era), i fatti tramandati dai testimoni oculari. Si rivolge a Teofilo, probabilmente un personaggio immaginario il cui nome significa “ colui che ama Dio, colui che è amato da Dio”, per cui potremmo essere ciascuno di noi.
C’è poi il racconto dettagliato dell’annuncio della nascita dell’ultimo grande profeta : Giovanni Battista, con tanto di nomi, discendenze, parentele, come per unire l’Antico al Nuovo Testamento, segno della scrupolosità di Dio nel preparare la venuta del Figlio in un ricamo di vite tessute da secoli e secoli.
E’ sorprendente poi la somiglianza della modalità di questo annuncio con l’annunciazione a Maria: lo stesso angelo Gabriele, il turbamento alle sue parole e quel “ Non temere!” ( presente 365 volte nella Scrittura !). Quell’annuncio poi umanamente inconcepibile sia per la vecchiaia di Elisabetta che per la
verginità di Maria accompagnato da promessa di gioia ed esultanza segno tangibile della potenza dello Spirito Santo! L’indicazione poi del nome Giovanni: Dio ama e Gesù: Dio salva, che svela un progetto d’amore che si materializza nella storia, quella di duemila anni fa, ma che continua misteriosamente ora, qui, adesso.
Il Natale si avvicina e vorrei sentire nel mio cuore quello stesso turbamento provato davanti all’angelo Gabriele, per avere la percezione della grandezza e della straordinarietà di Dio che si rivela nell’ordinarietà del nostro quotidiano, sbaragliando le nostre certezze, le nostre presunzioni !

Lasciamoci avvolgere da questa Grazia semplice e gratuita, portatrice di Speranza nelle tribolazioni perché presenza costante e attenta del Consolatore Perfetto, dell’Ospite dolce dell’anima, del Dolcissimo Sollievo!