Marco 11,15-19
Vennero a Gerusalemme e Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare coloro che vendevano e compravano nel tempio; rovesciò le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi; e non permetteva a nessuno di portare oggetti attraverso il tempio. E insegnava, dicendo loro: «Non è scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti”? Ma voi ne avete fatto un covo di ladroni». I capi dei sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farlo morire. Infatti avevano paura di lui, perché tutta la folla era piena d’ammirazione per il suo insegnamento. Quando fu sera, uscirono dalla città.

La filmografia, negli anni, si è potuta sbizzarrire nel rappresentare questa scena: Gesù che si arrabbia, sfodera tutta la sua forza ribaltando tavoli e scacciando venditori… Ma il punto non è porre l`accento su questo aspetto dell`umanità di Cristo che lo vede preda dell`ira come un uomo qualsiasi.
La riflessione che suscita questo brano riguarda ancora una volta la mia Fede: il mio atteggiamento nei confronti della Casa (il Tempio di Gerusalemme allora, i nostri edifici sacri adesso) è assolutamente dettato dalla fede in Colui che vi abita.
Se io riconosco Dio Padre, Signore del cielo e della terra, amore infinito, padrone della mia vita, presente nel tabernacolo attraverso il dono dell` Eucarestia, non posso entrare al suo cospetto come se andassi dal parrucchiere! E` riconoscere la sua presenza che detta il mio atteggiamento e la mia contemplazione!

In questo brano le parole di Gesù non hanno bisogno di particolare chiave interpretativa, Egli stesso rivela candidamente che la sua casa è casa di preghiera per tutte le genti; due particolari dunque: casa di preghiera e niente altro, ovvero un luogo dove incontrare il Signore nel silenzio ma anche attraverso la Liturgia, nella meditazione come nel canto liturgico, nell`arte sacra che dà forma a concetti intimi e profondi, rendendoli immediati ad ogni fedele, nella musica sacra che eleva lo spirito dalla creatura al creatore….

Tutto il resto, il rumore, la confusione, l`assenza di decoro stridono profondamente.
Casa di preghiera….per tutte le genti. Che nessuno si senta escluso quando entra nelle nostre comunità e vive con noi una celebrazione, il nostro sguardo, il nostro sorriso, il nostro gesto riveli accoglienza sempre, diffidenza mai!

Domandiamoci: come sto alla presenza del Signore, nella Sua casa?