Stele al D-o Ignoto

“Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.” (Giovanni 16,12-15).

Nell’Evaangelo di oggi ancora Gesù rincuora i suoi discepoli. Ha tante cose da dire ma sa che i suoi compagni non sono in grado di capirne il significato e di portarne il peso.

Gesù insiste nel ricordare a ciascuno che, nonostante la sua missione sia destinata a concludersi, lo Spirito li condurrà a capire la verità, li aiuterà a cogliere l’essenziale perché lo Spirito è nel Padre e in lui Figlio.

Tutto si ricapitola nel Padre, che è nel Figlio e nello Spirito, e tutti sono una cosa sola.

Nella liturgia della Parola di oggi l’Evangelo trova ulteriore espressione nelle Parole di Paolo rivolte agli ateniesi in ricerca del D-o ignoto (Atti 17, 15.22 – 18,1). Questa espressione più di altre racconta la presenza di D-o, la relazione di D-o, l’Altissimo, con l’umanità.

In fondo chi è il D-o ignoto: “è lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa”. L’Altissimo è il D-o della vita, è il D-o che è ignoto perché è presente nei modi più inconsueti, ci dà quel respiro che solo la vita é in grado di esprimere perché essa è il frutto di un dono d’amore.

Se solo avessimo coscienza di questa verità che è mistero di D-o, forse riusciremmo ad essere testimoni convinti e credibili del perché D-o ci ha amati per primi. L’amore nasce e si dona in un “prima” di D-o!