Luca 7,20-23

In quel tempo. Venuti dal Signore Gesù, i discepoli di Giovanni dissero: «Giovanni il
Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo
aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da
infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia”. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Con l’animo pieno di confidenza nella bontà e nella misericordia del Signore, queste
parole ci danno tanta speranza, anzi è il Signore la nostra speranza.
Il mondo ha un profondo bisogno di certezza e di speranza: dobbiamo pregare e
riconoscere che solo il Signore dà risposta alle nostre attese.
La nostra umanità cerca la pace senza trovarla: se ci affidiamo all’amore, tutti noi
potremmo diventare più giusti.

Nella nostra società c’è tanta sofferenza, il nostro cuore non deve rimanere insensibile e il nostro amore ci deve far compiere piccoli “miracoli”. Ma molto spesso le vie proposte ci rimangono misteriose: dovremmo fidarci di più, pregare e credere più appassionatamente.

Con i discepoli di Giovanni Gesù è chiaro: “Andate e riferite: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo”.

Un conto è la fede dei libri e del catechismo, la fede delle asserzioni, e un conto è fare come Gesù che si prende cura dei poveri, dei più deboli, degli “scartati” di sempre e da tutti. Ci chiede molto, ma questa è la sola via: speranza, amore e perdono.