“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: / “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, / abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».” (Matteo 11,16-24)

Non si può dire che Gesù, qui, non sia arrabbiato! Quanto vorrei che esistesse la macchina del tempo per vedere Gesù in carne ed ossa, incrociare il suo sguardo, conoscere il suo temperamento, sentire la sua risata e anche il suo modo di arrabbiarsi! Insomma tutta la sua umanità di Figlio di Dio!
Questo brano di Vangelo dice che anche per chi viveva con Gesù condividendo la quotidianità, come gli apostoli o lo incontrava nelle vie della sua città, lo sentiva predicare ed era testimone oculare di prodigi e miracoli, non era scontato che ne comprendesse il suo messaggio, la sua persona! Anche davanti a miracoli eclatanti, il cuore può rimanere chiuso!
Purtroppo anche oggi la nostra conversione è ostacolata dalla nostra superficialità, dal nostro orgoglio, dai nostri capricci, dal nostro lamentarci se non veniamo considerati, approvati, coccolati.
Il vittimismo offusca il dono della Sapienza che è Dio stesso, colui che solo dà sapore e gusto alla nostra vita!

Siamo coscienti della zavorra che ci pesa addosso e ci confina nella insoddisfazione e nella malinconia cronica?
L’Avvento è il tempo propizio per darci una bella scrollata!
Guardiamo a Lui e saremo raggianti!