Mc 6, 6b-13

In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

 

In questi versetti Gesù chiama ad andare verso i fratelli, verso gli altri. Tu diventi davvero figlio se vai verso i fratelli. Per cui la missione non è solo degli apostoli o dei missionari, è di tutti noi ed è invito ad uscire dal proprio egoismo ed andare verso i fratelli.

Ma poi, perché inviarli a due a due e non da soli? Mandandoli due a due mette in chiaro ciò che ha più a cuore: la relazione. È la relazione e non la divisione che testimonia l’amore di Dio. È la relazione che fa scorgere il terzo, Dio, che unisce, che agisce, che si incarna.

E altra cosa che Gesù mette subito in chiaro è che si vada senza null’altro che un bastone. Questo significa che c’è posto per tutti, perché se tu non sei ciò che “hai”, sei ciò che “dai”. E cosa puoi dare se non hai nulla? Te stesso.

Dio non possiede nulla se non l’essere padre di un figlio e viceversa. Dio è dono, l’amore è dono non possesso. E proprio in quest’ottica che Dio ci mostra la via per la libertà. Se tu doni te stesso, quello che tu doni, non ti toglie niente, anzi più condividi di te, più quel dono è davvero tuo. Quando donerai te stesso, davvero ti ritroverai.

Regala ciò che non hai

Occupati dei problemi del prossimo,
prenditi a cuore le esigenze di chi ti sta vicino.
Regala agli altri la forza che non possiedi,

la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo.
Arricchiscili con la tua povertà.
Regala un sorriso, quando hai voglia di piangere,
produci serenità dalla tempesta che hai dentro.
Ecco, quello che non hai, te lo dono.
Questo è il paradosso.
Ti accorgerai che la gioia a poco a poco
invaderà il tuo essere, diventerà veramente tua,
nella misura in cui l’avrai regalata agli altri.
(A. Manzoni)