Giovanni 3,16-21
In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

 

Tre sono le parole centrali oggi per me: vita, luce, grazia.

Ce lo ricorda il brano di Genesi della prima lettura: Dio dà VITA all’uomo (adam= terrestre) proprio con polvere del suolo e soffiando “alito di vita”, perché l’uomo diventi “essere vivente” (Gen 2,7).

Se la morte regna da Adamo fino a Mosè (Rm 5,14), con Gesù poi c’è Vita! Il peccato e la caduta hanno rovinato la vita dell’uomo e tutt’oggi ne vediamo le conseguenze, eccome, nella vita di ciascuno di noi e nella storia del mondo!

Ma non è la fine o un giudizio negativo, come ci dice il vangelo -che è Buona Notizia- che infatti ci rassicura: “Dio ha TANTO AMATO il mondo da dare il Figlio Unigenito” (Gv 3,16). Dio non ci ha lasciati nella disperazione della morte, del peccato, del male, ma ha voluto salvarci! E ci ha fatto DONO del Figlio, per Amore! Torniamo alla Trinità e infatti ricordiamoci che siamo nel tempo dopo Pentecoste, dove regna lo Spirito, che è Amore! “La grazia di Dio e il dono concesso si sono riversati in abbondanza su tutti” (Rm 5,15). GRAZIA è l’amore gratuito e grazioso di Dio. (Grazia e gratis hanno stessa radice)

LUCE: quale immagine più bella per tenere insieme vita e amore gratuito? Nella lingua indoeuropea il termine Dio ha la stessa radice del temine luce (pensiamo al latino Deus /dio e Dies/luce del giorno). La Luce che è venuta nel mondo è Cristo, lo scopriamo fin dal prologo giovanneo.

“Chi fa il male odia la luce” (Gv 3,20), ovvio, perché costui agisce alle spalle del prossimo, nell’inganno, nel buio, manca di trasparenza, onestà, verità, soprattutto con se stesso e verso gli altri. Invece, “chi fa la verità, viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio”: sottile questo passaggio! Intanto la verità “si fa”, cioè è qualcosa di concreto e non sono solo parole; poi mi ricorda nuovamente la creazione, dove Dio fa quel che dice e dice quel che fa (Detto Fatto), perché Lui è Vero!

Per noi vale il discorso che ciò che facciamo, come ci comportiamo è la “cartina tornasole” delle parole che diciamo. Purtroppo tanti “predicano bene e razzolano male”… ma non nel senso di giudicare chi sbaglia, ci mancherebbe! Solo per dire che la verità di noi stessi è la nostra vita, ciò che facciamo e lì c’è tutto lo spazio della misericordia e della grazia dello Spirito. Dio non vuole condannarci, ma “che chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia vita eterna.” (Gv 3,16)

 

…ma io sono consapevole della Grazia, cioè dell’Amore che ricevo? mi lascio illuminare dalla sua Luce? ho vita?

Buona Domenica, lieti nella certezza di essere creati per amore, perdonati e salvati e giustificati in Cristo, da un Dio Padre che ci dona Suo Figlio come compagno di vita nell’Amore!  Possiamo davvero risplendere della sua Luce!