Giovanni 19,30-35

“..Gesù disse: “E’ compiuto!”. E chinato il capo, consegnò lo spirito.”

 

Nel periodo estivo, la liturgia ci fa ripercorrere le tappe della STORIA della Salvezza, che è sempre centrata su Gesù, ma essendo storia, parte da ben più lontano…oggi ci aiuta a capire meglio il nesso fra Prima e Nuova Alleanza, ricordandoci, dopo la Pentecoste, che il protagonista è lo Spirito.

Che cosa “è compiuto” in Gesù? proprio le promesse fatte al popolo di Israele! Nel duplice aspetto della fedeltà di Dio che fa ciò che dice e nella fedeltà del Figlio che realizza la volontà del Padre. È storia di Alleanza: “io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo” (Ebrei 8,10)

Se nei tempi antichi l’Alleanza è stata stipulata nel deserto e sul Sinai con il dono della Torah, la Parola di Dio, celebrata da Mosè e Aronne con il sangue del sacrificio sull’altare (“ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di queste parole” Esodo 24,8), con Gesù essa è rinnovata e portata a compimento sulla Croce (“ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco e subito ne uscì sangue e acqua” Gv 19,34). Dal costato di Gesù escono sangue e acqua, simboli dell’Eucarestia e dei sacramenti: qui nasce il nuovo popolo della Chiesa, là nel deserto nasceva Israele!

Ecco il nuovo dono della Nuova ed eterna alleanza: la consegna dello Spirito, presente nei sacramenti e nei cuori! Quello Spirito che prima di tutto è perdono delle infedeltà degli Ebrei un tempo, delle nostre ora (“io perdonerò le loro iniquità e non mi ricorderò dei loro peccati” Ebrei 8,12).

Lo Spirito completa la Legge, la purifica, le dà un senso nuovo e più profondo, allarga il cuore all’amore, è vita e comunione.

 

Chiediamo oggi la Grazia di saper accogliere il dono della salvezza che Gesù ci ha regalato dalla Croce: la sua stessa vita nello Spirito!