Luca 12, 22-26

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?».

 
In questo periodo, spesso ci siamo trovati a dover affrontare difficoltà e grandi preoccupazioni, ma nel Vangelo di oggi il Signore ci ripete ancora: «Non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete”. Nei momenti di grande difficoltà come quello che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo, queste parole ci suonano quasi strane: come è possibile non preoccuparci della vita, quando vediamo tutta la sofferenza che il Covid ha portato?
Eppure il Signore si occupa sempre di tutte le sue creature, anche delle più semplici: “Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre”. Forse anche noi, allora, dovremmo provare a fidarci del Signore, anche nei momenti più difficili, e ricordarci che il Signore si preoccupa per ciascuno di noi e ha sempre un progetto su ognuno di noi, su di me.
 
Per “allenarci” a riconoscere la cura che il Signore ha per ciascuno di noi, per me, proviamo ogni giorno a fermarci un attimo a ringraziare, e quindi a riconoscere la ricchezza dei doni che, grandi o piccoli, il Signore mette nella nostra quotidianità. E cominciando a ringraziare, giorno dopo giorno, si impara a fidarsi e a riconoscere che quotidianamente il Signore è presente nella nostra vita, e quindi ad affidarci a Lui.