“Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù dicendo: -Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore-. (…) Gesù disse a Simone: -Non temere, d’ora in poi sarai pescatore di uomini-“. (Luca 5,1-11)

Mi piace questa dinamica relazionale tra Pietro e Gesù! Di Pietro mi colpisce l’umiltà con cui riconosce la sua condizione, in cui rivedo la mia: un misero, un peccatore e quindi un bisognoso. Pietro dice a parole il suo non essere degno di stare in relazione con Gesù, di starGli vicino; con tutto se stesso però, inginocchiandosi davanti a Lui, esprime, secondo me, una richiesta di soccorso perché ha compreso l’identità di Gesù, la sua santità!

Sorprendente poi la reazione di Gesù: “Non temere”, un incoraggiamento in cui trovo spesso, per la mia vita, molta grazia e consolazione!
Per me ha tante sfumature di significato; c’è un po’ di “Non temere perché io non ti giudico sulla tua condizione di peccatore”, “Non temere, sono qui con te”, “Non farti bloccare dalla paura ma stai anche tu in relazione con me!”.

Allora, dopo questa consolazione che ristabilisce l’equilibrio, arriva l’annuncio di una prima missione. Gesù dà una nuova e sorprendente forma al vissuto di Pietro dicendogli: tu che ti sei riconosciuto peccatore, che conosci la miseria e il bisogno, diventerai a tua volta pescatore di uomini! Abbandona il tuo lavoro e le tue certezze per incontrare i bisognosi, per intercettarli su strade perdute e annunciargli la Salvezza, la stessa a cui anche tu oggi ti affidi.