Quando Gesù lo vide così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio». (Luca 18, 24-27)

“Gesù lo vide così triste”(v.24): Gesù vede la tristezza del notabile. Quest’uomo non nasconde la sua reazione difronte alla richiesta di Gesù. Gesù la “vede” con i suoi occhi di misericordia e pronuncia uno dei paradossi più inverosimili.
Qui è messa a nudo la logica evangelica: non segue gli stessi calcoli umani!

Gesù non chiede la povertà ma la condivisione, la fraternità. Il verbo usato è “distribuire”, perché, come si recita negli Atti degli Apostoli…

”Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno”.

Inoltre, mette in chiaro che nemmeno la ricchezza può comprare il regno di dio… è un dono accolto nella fede che nasce dalla preghiera invito di Gesù stesso: “E voi, non state a domandarvi che cosa mangerete e berrete, e non state in ansia: di tutte queste cose vanno in cerca i pagani di questo mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.”

Domandiamo allo Spirito Santo la forza di credere contro ogni speranza che in ogni attimo della nostra vita: “Le cose impossibili presso gli uomini sono possibili presso Dio”!

Cosi sia!