Luca 2, 1-5

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.

Una fetta di storia, questa, con tanto di nomi di persone, località precise, fatti avvenuti realmente 2000 anni fa, ma comunque documentabili. È straordinaria la modalità e la concretezza in cui avviene il fatto più sconcertante della storia: l’Incarnazione.
Ho letto tante volte questo passo del Vangelo di Luca, così come tante volte l’ho raccontato ai miei figli o ai bambini a catechismo, ma mi sto rendendo conto che non sono mai riuscita a cogliere la grandezza inaudita della storia del Natale: l’Impossibile che entra nel possibile!

Basterebbe questa consapevolezza per guardare alla mia, alla nostra vita, quella di questo tempo e alle vicende della nostra storia personale, familiare, comunitaria e sociale, con uno sguardo più vero e soprattutto più sereno e positivo.
Tutta quanta la storia è gravida di Dio!
Siamo dei cristiani mediocri e tristi quando non crediamo possibile il realizzarsi del sogno di Dio , quello di mostrarsi all’uomo come un Dio innamorato perso della sua creatura!
Ed è per lo stesso sogno che Giuseppe si muove verso Betlemme con Maria incinta!

San Giuseppe non è il vecchietto buono e rassegnato con un ruolo secondario, ma l’uomo forte, determinato e vigoroso che realizza pienamente la sua paternità, perché ha in sé la carica utopica che viene dallo Spirito Santo!

Quello che vorrei chiedere per questo Natale è la Grazia di poter sentire che l’Impossibile diventi possibilissimo in ogni istante, in ogni fatica, in ogni mia povertà, in ogni incontro in modo che tutto possa trasformarsi in occasioni di perdono, di benevolenza, di pazienza, di allegria e di sana ed indispensabile utopia di Bene.
Lo chiedo con tutto il cuore per me e per te!

Buon Natale amici!