Marco 4, 1-20
In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. […] E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». […]

Lo scenario di questa pagina è davvero solenne ed evocativo: le folle, il mare, la barca. Ed ora un maestro che insegna. La parabola inizia e termina rispettivamente con l’invito: «Ascoltate», «chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Insomma, la parola di Gesù è il seme immortale, che ci rigenera a sua immagine «rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio viva ed eterna» (1Pt 1,23).

Ma sembra che nessuno gli presti ascolto! Ciò che fa piace a tutti; ma ciò che dice gli ha messo contro tutti: i farisei e gli erodiani lo vogliono uccidere, i suoi e gli scribi lo ritengono indemoniato e pazzo. Altro che successo! Vi è una mietitura di fraintendimenti, incomprensioni e … morte.
«Ascoltate». Ci rimanda al libro del Deuteronomio “Ascolta, Israele”. Gesù chiede ascolto a tutti gli uomini, perché tutti diventino simili a lui, il Figlio. La parabola è inclusa nell’invito ad ascoltarlo, proprio perché il seme di cui parla è la parola che esce dalla sua bocca.

Gesù è il seminatore, il Figlio venuto a seminare a piene mani il regno del Padre. Ma è anche il seme, cioè la Parola di Dio, che è viva ed efficace e soprattutto porta frutto. Tralasciamo i terreni fallimentari e l’esito negativo della semina. Guardiamo invece con fiducia e speranza all’ultimo gruppo che è costituito da coloro che accolgono la Parola e portano frutto. La terra bella e buona. Sì, c’è anche questa, che ripaga ogni fatica. Al di là di ogni resistenza, il cuore dell’uomo è fatto per accogliere la parola di Dio: è terra bella e feconda per il seme. Gesù lo sa: siamo creati in lui, per lui e in vista di lui (Col 1,16).

Lasciamoci prendere per mano dal seminatore e travolgere dalle tante pagine di buon seme. Apriamo il nostro cuore perché il seme possa morire e così portare frutto.