Mt 7, 6-12
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

In questo brano tratto dal discorso della montagna ci si può accorgere del contrasto tra il versetto iniziale e il versetto finale.
Il versetto iniziale invita a “non dare” e sembra in qualche modo legittimare i discepoli di Gesù nell’avere atteggiamenti di disprezzo verso i pagani (qualificati come cani e porci). Il versetto finale, invece, invita a usare come misura del proprio dare agli uomini (quindi anche ai pagani) l’amore
che si ha per se stessi.
Risulta evidente come, in questo contrasto, da un lato ci sia la consapevolezza della forza umanizzante della fede (a differenza di cani e di porci la fede ci rende autenticamente umani, conformi all’opera creatrice del Padre) e dall’altro ci sia l’insegnamento che questa consapevolezza è vissuta
adeguatamente quando ci mettiamo in relazione con gli altri in termini di amore; e si deve trattare di un amore che va oltre il criterio della reciprocità, che si spinge sul terreno dell’unilateralità, della gratuità, cioè il donare senza calcoli e senza aspettative di ritorno, proprio come farebbe il Padre nei nostri confronti (“Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”)

Apri le nostre menti e i nostri cuori, o Signore, ad accogliere ogni giorno, in ogni istante, il tuo amore gratuito e misericordioso per gustare la gioia che viene dal donarsi con gratuità a te presente nei nostri fratelli e camminare a passi lieti verso la risurrezione.