“Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.” (Giovanni 5,1-16).

É un giorno di sabato. Gesù incontra un uomo malato da molto tempo ai bordi della piscina di Betzatà. É un uomo che desidera guarire immergendosi nell’acqua che si muoveva ma é titubante, non ha coraggio, non ce la fa perché nessuno lo aiuta.

Gesù chiede all’uomo se vuole guarire. La risposta é particolare. L’uomo si lamenta che gli altri lo superano ogni volta che vuole immergersi. É una vicenda molto triste. É una persona che ha una vita insipida, senza senso, senza forza.

Sono interessanti le parole di Gesù: alzati, prendi la barella e cammina. Sono tre azioni per dare coraggio. Alzarsi è segno di resurrezione. Prendere la barella vuol dire darsi da fare e non essere negligente o triste. Camminare perché la fede vuol dire avere la fiducia nel Signore e questo richiede sempre la forza e il coraggio di percorrere una strada per crescere e migliorare.

Le parole di Gesù sono un invito anche per noi in questo tempo di dolore, di chiusura, di tristezza, di limitazioni. É tempo per noi di credere con forza che questa situazione di pandemia cambierà con il nostro impegno.