Luca 10, 1b-7a 

In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa».
Leggendo il brano di Vangelo di oggi mi ha subito colpito l’espressione: “La messe è molta”. Sembra, infatti, che in questo momento nel quale stiamo pian piano uscendo da una profonda crisi sanitaria e siamo ancora in un periodo di grosse difficoltà economiche per molti, il ruolo che noi cristiani dobbiamo giocare sia ancora più rilevante e il compito che il Signore ci affida ancora più significativo.
Sicuramente il ruolo che tante associazioni cristiane svolgono è centrale per le sempre più numerose persone in cerca di un aiuto, ma anche ciascuno di noi in prima persona può fare la propria parte, anche semplicemente portando il messaggio di speranza e di pace del Signore.
Certamente ciò che ci chiede il Signore non è semplice, è lui stesso a dire “Io vi mando come agnelli in mezzo a lupi”, ma non ci lascia soli, anzi ci invia a “due a due”.
Il primo messaggio che il Signore ci consegna è infatti proprio quello del valore della comunità.
Il Signore inoltre ci chiede di annunciare la sua Parola senza portare nulla di superfluo: non occorrono borse, bisacce e nemmeno sandali. Questo richiamo all’essenzialità risulta quanto mai attuale, a ricordarci quali sono le cose importanti, specialmente nei momenti più bui.