“Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno.” (Matteo 13,28-23).

Nell’Evangelo di oggi ci sono tre scogli e una spiaggia libera, per usare una similitudine in questa estate così particolare.

Gesù spiega la parabola del seminatore ai suoi discepoli.

Gli scogli che impediscono al seme di fruttificare,,ovvero alla Parola di diventare esperienza di bene e quindi sequela del Signore, sono appunto tre.

Il primo scoglio, il seme gettato nella strada, è il non voler comprendere ed essere attratti dal male che impedisce di vedere ciò che di bene anima la vita umana.

Il secondo scoglio, il seme gettato tra i sassi, è il non avere radici nella vita ed essere presi dall’incostanza: oggi si domani no! Tutto questo comporta che alla prima difficoltà si lascia il campo e si viene travolti dalle fatiche della vita.

Il terzo scoglio, il seme gettato nei rovi, è essere travolti dalle preoccupaIoni del mondo e soprattutto dalla smania della ricchezza. Tutto questo soffoca la stessa vita.

Infine c’è la spiaggia libera con la sabbia che ci permette di toccare il mare della vita senza difficoltà. E questo produce e sviluppa gioia, bene, misericordia e amore, i paradigmi della vita cristiana.

Gesù non ha voluto privilegiare solo i buoni e i bravi. Ha scelto anche quelli che sono presi da una “vita senza”, per dare anche a loro una possibilità.

Ma forse dobbiamo anche dire che i tre scogli e la sabbia che ci porta al mare riguardano noi!