“In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.” (Marco 16,15-18).

La chiesa fa memoria della conversione di S. Paolo, apostolo delle genti.

Negli Atti degli apostoli ci viene raccontata dall’evangelista Luca il momento della conversione di Paolo. Quello che colpisce é che, oltre alla accecante luce che colpisce Paolo e suoi compagni nella via che porta a Damasco, Paolo è “accecato” dalla voce di Gesù.

Gesù indica a Paolo la strada, i primi passi e, attraverso altri credenti suoi testimoni, lo invita a farsi battezzare.

Paolo é un ebreo osservante, talmente osservante da perseguitare chiunque fosse contrario alla Legge dei padri. Ma di fronte ad una chiamata perentoria come la voce di Gesù, l’apostolo delle genti si fa promotore di un cambiamento radicale di vita.

Forse a noi può sembrare inusuale una vicenda del genere, tuttavia dobbiamo ripensare a quale è stata per noi la svolta della nostra vita rispetto la nostra fede. Di una svolta sicuramente si tratta, di un prendere coscienza della nostra testimonianza di credenti.

Un altro passaggio è basilare. La nostra fede chiede non di chiuderci ma di essere discepoli missionari. Alla conversione deve seguire l’annuncio. É quello che Gesù chiede nell’Evangelo. Non bisogna essere timorosi ma persone fedeli a questo preciso mandato: annunciare la buona notizia di un D-o che si fa uno di noi.