“Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».” (Matteo 8,1-4).

Questo racconto evangelico é decisamente sconcertante. Al centro di questo racconto ci sono due momenti dell’intervento di Gesù.

Gesù guarisce un lebbroso toccandolo. Il lebbroso è una persona impura, lontana dalla comunità, pericolosa. Così prevedono le norme ebraiche. Gesù non si ferma di fronte alla necessità di un aiuto.

Gesù chiede al lebbroso di non ringraziarlo per il suo intervento, ma di ringraziare il Signore.

Il Signore ci fa capire che il bene donato non è un nostro merito ma una lode da rivolgere al Buon D-o. È il Signore la nostra fonte di bene primario.

Ci viene da pensare, ascoltando questo passo evangelico, agli angeli che si sono dedicati, rischiando, nei reparti di terapia intensiva dove le persone sono state colpite da Covid-19.

Sono state queste testimonianze a dimostrare la presenza di un D-o buono e misericordioso.