«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.» (Matteo 10,17-22).

Non abbiamo fatto in tempo a contemplare il Natale di Gesù che si fa bambino piccolo
E subito ci imbattiamo nell’Evangelo di oggi che non lascia scampo a mezze parole. É un passo evangelico che mette in allerta i discepoli che Gesù si é appena scelto.
Nella missione di annuncio della Parola l’esito non é mai scontato. E Gesù é chiaro con i suoi. La gente farà fatica a capire, molti si opporranno, altri saranno indifferenti. Il rischio sarà quello di dividersi, perfino all’interno delle stesse famiglie.
Non occorrerà prepararsi la difesa. Occorrerà essere perseveranti.
E allora non basta immergersi nel Natale come se fosse un giorno di semplice bontà. Il Natale ci provoca alla fedeltà e alla perseveranza per contemplare il D-o con noi in tutto simile a noi.