Giovanni 15,18-22
Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato.

La liturgia ci conduce ad un repentino cambio di registro: passare velocemente dalla sensazione di tenerezza della quale è carico il Natale appena celebrato al ritorno quasi violento alla realtà cruda che celebra il martirio del diacono Stefano.

Il brano del Vangelo di Giovanni ci spiega quanto avvenuto, ci spiega quale sia stata la scelta di Stefano: ha incontrato il messaggio di Gesù, ha trovato il senso profondo della vita, la risposta alle domande vere del suo cuore e non ha potuto più tacere.
E’ stato capace di scegliere Gesù e di non essere più del mondo, pur rimanendo nel mondo, ovvero continuando a vivere il suo ministero, la carità della verità comunicata ai fratelli, e tutto fatto per AMORE, disposto a sopportare fino alle estreme conseguenze.

Il legame con il Natale è davvero stretto! Sì, perché la speranza che porta quel Bambino che ci è stato donato è che la morte è sconfitta per sempre, è il fatto che con Gesù si schiude la realtà della vita eterna e il male non ha più l’ultima parola nella nostra vita.
Certo il dolore continua ad esistere, e il martirio di Stefano lo dimostra, ma acquista un senso profondo e autentico, che solo la Fede può illuminare.

Signore aumenta la nostra Fede per scegliere da che parte stare, per scegliere di stare con Te e vivere di Te.