“Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.” (Matteo 10,17-22).

Alla nascita di Gesù, nel clima di gioia e di letizia delle nostre case, deve seguire, inevitabilmente, la testimonianza di amore nella vita quotidiana.

É questo il senso profondo dell’Evangelo nel giorno in cui la chiesa ricorda il martirio di santo Stefano.

Non è una contraddizione passare dal mistero di gioia al mistero del dolore, dalla vita alla morte. É la grande battaglia che riguarda la nostra esistenza umana che trova senso solo nella logica dell’amore gratuito.

La vera sfida che ciascun credente ha é riconoscere che il coraggio deve battere la paura, la gioia deve superare la tristezza, l’amore donato  abbatte il muro dell’odio. Questa é la nostra umanità sostenuta dal prendersi cura di noi da parte del D-o della vita.

Non é importante trovare le parole di difesa, usare stratagemmi per evitare la condanna altrui. Quello che conta é semplicemente amare e donare.