“Allora Pietro gli rispose: <>. E Gesù disse loro:<<In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla
rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna”.(Matteo 19, 27-29)

Ci troviamo di fronte all’ultima pericope del capitolo 19. Il brano è molto simile a quello di Marco 10, 28-30 e di Luca 18, 28-30 e lo troviamo postato subito dopo il racconto del giovane ricco. “Ecco, abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?”. Nonostante la generosità dell’aver lasciato tutto per stare col Maestro e seguirlo giorno dopo giorno, vive ancora in ciascuno dei discepoli la vecchia mentalità del ricevere qualcosa di materiale in cambio “dell’aver lasciato case, fratelli, sorelle, padre o madre, ecc… Poveretti
loro e … talvolta anche noi! Ancora non avevano capito bene il senso del servizio e della gratuità per il Regno di Dio.
Talvolta anche noi assomigliamo e pensiamo come Pietro e i discepoli, dentro di noi
poniamo la stessa domanda al Signore… ho fatto questo e quello per i poveri, sono stato a servire a destra e a sinistra, ho partecipato a tutte le liturgie del giorno, ecc… e così dalla vita ci aspettiamo di avere qualche ricompensa umana, di ricchezza o di potere; e dal Signore Gesù ci aspettiamo un pezzo di paradiso. Ma per i veri discepoli di Cristo non è così! Gesù attraverso l’evangelista Matteo ci ricorda: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”
(Mt 10,8). Si tratta dunque di entrare sempre più maggiormente nella logica del Vangelo.

Signore, non siamo riusciti a lasciare tutto. Anche lasciare poco a volte ci costa sacrificio e fatica. Ma tu ogni giorno insisti, Maestro buono e paziente, finché il nostro cuore capisca che solo in te trova riposo.