Mc 4, 10b. 24-25
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Gesù ammonisce i suoi discepoli su un comportamento molto diffuso: il giudizio.
Ci caschiamo tutti quanti prima o poi, nessuno escluso; viene quasi naturale esprimere opinioni sul prossimo, mettersi al di sopra delle parti per giudicare l’altro.
E’ molto più semplice giudicare che mettersi nei panni degli altri.
Noi non abbiamo il diritto di giudicare ciò che non conosciamo, solo Dio conosce tutte le cose.
Ciò non vuol dire ignorare situazioni di oscurità e di peccato, giustificandole. Si deve invece provare a guardare noi stessi e gli altri con gli stessi occhi con cui Dio ci vede.

La “misura” con la quale misuriamo ciò che le nostre orecchie ascoltano è data da ciò che riusciamo o vogliamo veramente intendere.
Perciò la grazia che bisogna chiedere allo Spirito Santo è quella di avere orecchie che siano in grado di ascoltare con la giusta sapienza divina, essere disponibili alla premura e al perdono reciproci.

Ognuno di noi deve porre attenzione a come ascolta, perchè “l’uomo si giudica da sè stesso, secondo il modo e la misura del suo ascolto” (Padre Lino Pedron).

Ascolti il saggio
e aumenterà il sapere.
(Pr. 1,5)