“Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.” (Giovanni 20,2-8).
In occasione della commemorazione di San Giovanni evangelista, apostolo, giovane discepolo di Gesù meditiamo l’Evangelo della resurrezione.
Sembra quasi che la vita, la nascita, il martirio di Stefano primo martire, la resurrezione riepiloghino il senso del cammino di Gesù.
E forse é proprio questo il cammino che siamo chiamati a riscoprire nel nostro quotidiano vivere.
Ma nella resurrezione di Gesù, quella descritta da Giovanni, ci sono dei particolari che rafforzano il nostro credere. É il sudario avvolto in un luogo a parte che ci fa capire non la frettolosità dell’abbandono da parte di Gesù, ma un segno per stare vicini a noi, povera gente.
L’ideale é giungere a ripetere con spontaneità le parole dell’Evangelo: ‘e vide e credette’ del discepolo che Gesù amava, Giovanni. Si, sul quel sudario piegato ci sta tutto il senso della nostra fede, un appiglio a cui non possiamo non rivolgere la nostra attenzione e la nostra sequela al Signore Gesù Cristo, protettore della nostra vita.
Vita, morte, resurrezione sono tappe della nostra umana divinità.
Cerchiamo di dare senso al valore della vita, quella nostra, é quella degli altri, perché lì che si trova il dono della salvezza.