Giovanni 15,18-21
Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.  Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.  Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.  Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.

Il vangelo di oggi mi porta a sviluppare una riflessione su due binari: l’odio del mondo nei confronti dei cristiani e la mondanità.
Don Cristiano Mauri scrive: Il «mondo» odia Cristo, non i discepoli. Essi sono odiati a causa sua, non a causa loro.
Quindi, ancora una volta, è una questione di scelta, di decidere da che parte stare; ma in particolare in questa circostanza Gesù prepara i suoi sulle conseguenze della loro scelta. In quel “sappiate” è racchiusa tutta la franchezza di Gesù verso chi decide di mettersi alla sua sequela; Lui è stato odiato e tolto di mezzo nel modo più becero e crudele, quindi chi sta dalla sua parte non può pensare di non subire la stessa sorte.

Nella nostra società questo significa dover subire attacchi da ogni parte quando si prende posizione e ci si espone per difendere ciò in cui crediamo, in altre parti del mondo si arriva addirittura al martirio…. Ma per quale motivo il “mondo” odia Cristo e coloro che lo seguono?

Perché sono stati da Lui rapiti, li ha fatti suoi e quindi impostano (o dovrebbero impostare) la loro vita e le loro scelte secondo logiche lontane da quelle dettate dalla “mondanità”.
Ed ecco il secondo punto di riflessione. Papa Francesco, in una recente omelia da casa Santa Marta, ha affrontato questo argomento con la sua solita granitica chiarezza, spazzando via ogni dubbio su questo termine. Infatti la mondanità non si limita a seguire la moda, a venerare l’immagine, a vivere l’esistenza sfoggiando un maquillage fatto di buonismo e retorica…E’ più subdola, è una posizione del cuore che ci fa allineare al pensiero comune, alla massa, che ci fa accettare quel “così fan tutti” come criterio per non complicarsi la vita e, piano piano, rinnegare la propria appartenenza in nome del quieto vivere.

Lo Spirito Santo ci doni davvero il coraggio di “starci” fino in fondo alla sequela del Maestro, disposti a soffrire e a pagare di persona, ma certi che Lui è con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.