Luca 10, 15-16   

In quel tempo. Il Signore Gesù parlava ai settantadue discepoli e disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».

Gesù parla ai settantadue discepoli, che potremmo essere noi.

Due le sfumature che mi sembra di leggere in questo Vangelo per la mia vita:

Innanzitutto mi sento come Corazìn e Betsàida o come il popolo d’Israele della Prima lettura, che non è pienamente soddisfatto di quanto il Signore gli ha elargito e chiede a Samuele un re, come gli altri popoli.

Di quante meraviglie il Signore mi ha beneficato! Non a tutti è dato il dono dell’incontro con il Signore, non tutti hanno avuto la possibilità di una famiglia che li ha cresciuti nella fede, di una comunità che li ha nutriti di esperienze forti, di ore di adorazione o di lectio profonde e significative. Eppure troppo spesso sprechiamo questo dono. Il Signore oggi non è tenero, ci dice “guai a voi!”. La memoria grata è uno dei fondamenti della fede cristiana e noi spesso ce ne dimentichiamo. Oggi è necessario ringraziare per tutte le persone che ci hanno avviato al percorso di fede o che lo hanno nutrito.

Dall’altra parte è necessario prendere l’impegno di non sprecare questo dono e di diventare quotidianamente testimonianza gioiosa per i fratelli. Occorre, ricordando i prodigi che il Signore ha operato nella nostra esistenza, nutrire quella letizia, che è la serenità dell’essere figli. Occorre ascoltare la sua Parola e diffonderla con la nostra vita, perché Gesù ci ha detto: “chi ascolta voi, ascolta me”. 

Perché Gesù, nonostante le nostre fragilità, ci vuole ancora come costruttori del suo Regno. E così, oltre alla memoria grata, oggi vorrei pensare a piccoli gesti di conversione, che possano rendermi davvero suo discepolo (la purificazione di un pregiudizio su una persona, un gesto di carità in famiglia che mi costa molta fatica, una gesto di ascolto vero e non furtivo ….). 

Preghiamo

Quanto è grande la tua bontà Signore, 

ne ricolmi chi in te si rifugia.

Benedetto il Signore, 

che ha fatto per me meraviglie di grazie. 

In te, Signore, mi sono rifugiato,

mai sarò deluso. 

Dal Salmo 31