In quel tempo. Il Signore Gesù era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
“Benedetto colui che viene ,
il re, nel nome del Signore .
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!”.
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: “Maestro, rimprovera i tuoi discepoli”. Ma egli rispose: “Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre”. (Luca 19, 37-40)

Il brano di oggi è un invito a ritornare con la mente e con il cuore a due luoghi biblici: Betlemme “Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli”. e Gerusalemme “Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore”.

Uomini e donne siamo chiamati a prendere parte a quel gruppo di discepoli e di quella folla che riconosce Gesù quale inviato dal Padre, lo acclama come re, lodando Dio per i prodigi compiuti. La seconda parte del canto di lode ci riporta invece a Betlemme facendo memoria delle parole degli angeli quando annunciarono la nascita del Salvatore ai pastori (Lc 2,14).

Con quali sentimenti accogliamo e accompagniamo Gesù verso la croce e la risurrezione? Quali sono le nostre espressioni di lode per i prodigi che ancora oggi il Signore compie a favore del suo popolo?

Chiediamo al Padre la forza perché non desistiamo dalla nostra lode, ma anche di sostenerci nelle prove della vita quotidiana onde poter abbracciare con fiduciosa speranza la Croce.