“Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».”  (Giovanni 11,1-45).

La resurrezione dell’amico Lazzaro provocano in Gesù una profonda commozione. Lazzaro era grande amico di Gesù. Gesù si fermava spesso a casa sua, a Betania.

Gesù stesso si lascia andare al pianto. Gli Evangelii ricordano due occasioni di pianto di Gesù: appunto di fronte alla morte di Lazzaro e quando Gesù arriva a Gerusalemme per l’ultima volta prima di morire. Entrambe sono le situazioni che segnano la tristezza umana del Maestro perché non è stato creduto dalla gente.

Ed é proprio il credere al centro di questo racconto della 5ª Domenica di Quaresima. Per sette volte sentiamo pronunciare la parola credere. Una parola che possiamo ben dire è una sorta di spartiacque per Marta e Maria, ma per la gente e anche per molti Giudei per riconoscere la presenza del Signore.

In che cosa Gesù chiede di credere? Gesù chiede di appunto riconoscere il Signore nella nostra vita quotidiana, negli interstizi del nostro vivere, nelle pieghe del dolore. Chiede di credere che Egli è la resurrezione e la vita.

Credere che Gesù è la resurrezione e la vita è il mistero più grande della nostra fede nel Signore.

Per noi oggi credere nella resurrezione e nella vita significa rispondere al desiderio profondo di Marta e Maria di sapere che il Signore è stato lì con loro a piangere per la morte di Lazzaro e nel contempo nel credere che c’è una eternità, c’è una salvezza, c’è un’altra via, una via di riscatto.

Non stupiamoci di piangere, di condividere, di credere, che il Signore è con noi nonostante il dolore di questi giorni. La Gloria di D-o è nel piangere, nel condividere, nel credere che la vita vince la morte, che D-o è il D-o della vita.