Giovanni 21, 15b-19

“Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene.”
 
Meditando questo verso del Vangelo di Giovanni mi viene spontaneo un collegamento con la solennità di ieri, il giorno del Sacratissimo Cuore di Gesù.
Penso al fatto che nella maggior parte delle immagini raffiguranti il cuore di Gesù questo sembri sempre infuocato, irraggiato, ardente e luminoso.
È l’immagine di un cuore che ama ed è innamorato e penso che il cuore di Gesù, cioè la sua parte umana più profonda (così è anche per noi!), sia innamorato di ognuno di noi.
 
Davanti a questo amore la prima e più spontanea reazione, non so bene perché, è quella di pensare: Signore, non me lo merito!
E da questa reazione possono partire diversi esami di coscienza, per far emergere tutti gli scheletri dagli armadi e affrontare a viso aperto tutti i peccati.. quasi una lista consegnata a Dio di tutti i motivi per cui non dovrei essere amata.
 
Eppure questo non è necessario, perché il Signore conosce TUTTO e, voglio credere profondamente, ama questo TUTTO.
Mi piace che Gesù chieda a noi lo stesso: lasciarsi amare ed amare a nostra volta; mi sembrano queste le condizioni necessarie perché il Signore affidi anche a noi, come a Simon Pietro, la missione di portare un po’ del suo Regno in terra.
 
Signore, Tu che hai misericordia verso le mie brutture, non lasciarmi nella pigrizia, non lasciare che io coltivi queste mie fragilità; aiutami invece ad avere un cuore splendente come il tuo, che risplenda del nostro amore reciproco!