“Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Giovanni 6,44-51).

Nell’Evangelo che oggi la liturgia ci propone ci sono tre passaggi che costituiscono la direzione per essere e vivere da credenti.

È l’Altissimo, il D-o della vita, che ci attira, che fa il primo passo, che ci accoglie così come siamo.

E come ci attira il Padre? Istruendoci ovvero aiutandoci attraverso la sua Parola,  un Parola che ci scruta e ci apre le prospettive dell’oltre. Così come è avvenuto per l’etiope avvicinato da Filippo (Atti 8,26-40).

Nella nostra vita di credenti abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti a capire, ci sia vicino e ci accompagni nel cammino di incontro con il Padre e con il suo Figlio Gesù.

L’ulteriore spunto di riflessione che cogliamo in questo passo evangelico è il “farsi pane” ad imitazione di quello che Gesù ha vissuto. Farsi pane vuol dire essere capaci di testimonianza e di condivisione con le persone che incontriamo. Tutto questo è possibile attraverso una vita intensa da un punto di vista spirituale.

Essere attirati, essere accompagnati e farci pane sono i segreti di una vita da credenti credibili.