Luca 24, 36b-53

“Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?”

Il Vangelo di oggi ci parla delle manifestazioni del Risorto: in particolare, l’Evangelista riferisce che, per convincere gli apostoli della sua reale presenza, Gesù mostra le ferite dei chiodi, si fa toccare, mangia davanti a loro. Come aveva fatto con i discepoli di Emmaus, il Maestro “aprì loro la mente per comprendere le Scritture”, presentando la Sua morte e risurrezione come compimento delle prefigurazioni vetero-testamentarie.

Gli apostoli conoscevano perfettamente le Scritture, ma non era sufficiente averle lette per affermare di averle capite, soprattutto trattandosi della Parola di Dio. Per questo, anche oggi, se si vuole comprendere la Bibbia occorre aprirla con umiltà, invocando la grazia di Dio e l’aiuto dello Spirito, perché il messaggio possa essere assimilato.

Uno degli inesauribili tesori della Scritture viene enunciato subito dopo dallo stesso Gesù: “Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni”. Gesù, con la sua Pasqua, ha guadagnato per tutti gli uomini il perdono dei peccati. Per beneficiarne, occorre anzitutto rendersi conto di che cosa sia il peccato, cioè la cosciente e deliberata violazione della legge di Dio, ed il conseguente senso di vuoto, solitudine, angoscia, rimorsi, povertà interiore.

Il peccato erige un muro tra noi e Dio, un muro che non siamo capaci di abbattere. Per nostra fortuna, risorgendo Gesù ha abbattuto questo muro e chi vuole può ottenere il perdono e cominciare una vita nuova all’insegna della vera gioia.

Perdonaci, Signore se, a volte, anche noi tentiamo di cancellare l’idea del peccato, accampando giustificazioni e presunte esigenze di libertà. Ti chiediamo la grazia del gioioso impegno di tendere a Te, l’unico in grado di colmare le più profonde e autentiche attese del nostro cuore.