“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. / Se mi amate, osserverete i miei comandamenti». (Giovanni 14, 12-15)

Queste parole sono collocate appena prima della Passione, ma sono state scritte dopo la Resurrezione e hanno tutta la forza della Redenzione già avvenuta.
Dicono la relazione profonda, misteriosa e amorosa tra Gesù e il Padre ma con il dono dello Spirito Santo( come si legge nelle righe successive), anche noi possiamo godere di questa danza di Amore iniziata con la nostra esistenza e col nostro Battesimo.
La condizione è quella di credere ,semplicemente affidandoci e di chiedere nel Suo nome, cioè non secondo i nostri canoni ma vivendo una confidenza infinita con Lui in modo che i suoi pensieri e i suoi desideri, diventino anche i nostri ( “ Non sono più io che vivo , ma è Cristo che vive in me” S. Paolo)
Ogni relazione bella, si costruisce con il dialogo, con la frequentazione, con il rispetto, con il desiderio di stare insieme, di condividere sogni, progetti e speranze. La preghiera è tutto questo.

“SE mi amate, osserverete i miei comandamenti”; quel “Se” non è un ricatto, ma un invito alla nostra libertà: nel mentre che mi amate, verrà da sé che viviate nel concreto il comandamento dell’Amore. La strada è lunga e a volte in salita, ma con queste premesse vale la pena ripartire. Fischiettando.