“…Chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo….” (Giovanni 12, 44-50)

In questo brano possiamo cogliere qualcosa di meraviglioso nel modo in cui Gesù svolge la sua missione: si potrebbe dire che Gesù è un missionario “trasparente”! Intendiamo dire che è fedele alla missione così come il Padre gliel’ha affidata e secondo il suo stile: le parole che pronuncia sono quelle che ha udito dal Padre, a tal punto che chi guarda a Gesù vede il Padre.

Gesù, come il Padre, porta luce a chi è nelle tenebre e salva, non condanna. Siamo anche noi discepoli e Chiesa altrettanto trasparenti? Chi ci guarda, scorge Dio almeno un po’? Testimoniamo una fede luminosa o tenebrosa? Siamo discepoli che annunciano un Dio giudice o un Dio salvatore? I suoi comandamenti sono per noi pesi o vita eterna?