Marco 6,33-44
Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero. Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: «Questo luogo è solitario ed è ormai tardi; congedali perciò, in modo che, andando per le campagne e i villaggi vicini, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andar noi a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli replicò loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». E accertatisi, riferirono: «Cinque pani e due pesci». Allora ordinò loro di farli mettere tutti a sedere, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta. Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai discepoli perché li distribuissero; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono e si sfamarono, e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.


In questo passo del vangelo vediamo come Gesù risponde sempre ai nostri bisogni, ma spesso e volentieri attraverso delle modalità che non ci aspettiamo.

Innanzitutto Gesù conosce il desiderio della folla, che ha bisogno di Lui, per questo comincia ad insegnare, a condividere con loro la Parola. Dopodiché è il turno dei discepoli e delle loro preoccupazioni. Essi fanno presente a Gesù che è tardi e la gente deve mangiare; osservazione giusta e altruistica, ma quando Gesù gli dice cosa fare per risolvere il problema, si trovano spiazzati, non possono sfamare loro tutta quella gente!

Forse succede lo stesso meccanismo anche in noi: chiediamo tante volte al Signore di aiutarci a discernere, a comprendere cosa ci sta chiedendo, ma a volte abbiamo paura, non ci sentiamo all’altezza o non vogliamo scomodarci, ingaggiarci in qualcosa che ci richiede di andare al di là dei nostri ragionamenti materiali.

I discepoli però, dopo un primo momento di dubbio, fanno come Gesù dice loro e il miracolo si compie. Essi comprendono che in ogni opera che sono chiamati a svolgere non sono soli, Dio non li abbandona, anzi, compie attraverso di loro i miracoli.

Anche a noi a volte Gesù chiede di fare passi che ci sembrano essere troppo grandi o che non comprendiamo subito: ci facciamo sormontare dai “perché”, dai dubbi e troviamo scuse, oppure cerchiamo di lasciarci guidare fino in fondo dal Signore?

I discepoli si accorgono che la folla deve mangiare e dicono a Gesù di congedarla, ma si sentono rispondere “voi stessi date loro da mangiare”: davanti alle situazioni di bisogno, mi domando prima di tutto “che cosa posso fare io?”

La salvezza dei giusti viene dal Signore
Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore.
Affida al Signore la tua via,
confida in Lui ed Egli agirà:
farà brillare come luce la tua giustizia,
il tuo diritto come il mezzogiorno.
il Signore rende sicuri i passi dell’uomo
e si compiace della sua via.
Se egli cade non rimane a terra
perché il Signore sostiene la sua mano.

SALMO 36 (37)