Luca 11, 31-36
Il Signore Gesù diceva alle folle: «Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli
uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.

 

 

Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona.

 

 

Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce. La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso; ma se è cattivo, anche il tuo corpo è tenebroso.

 

 

Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, sarà tutto nella luce, come quando la lampada ti illumina con il suo fulgore».

La pagina di oggi a primo impatto spaventa: viene sottolineato come la generazione coeva a quella di Gesù, nonostante avesse la possibilità di ascoltare la sua Sapienza e di riconoscere in Lui il più grande dei profeti, non è stata in grado di seguirlo e di far proprio il suo messaggio.

Siamo di fronte ad un richiamo molto forte che si intreccia in maniera stretta con la nostra fede: viene chiesto a coloro che hanno riconosciuto in Gesù il Maestro di non essere timidi, ma di TESTIMONIARE che Lui è il riferimento e l’orientamento della propria vita.

Ce lo ricorda in maniera chiara Papa Francesco che afferma: “Essere cristiani è vivere e testimoniare la fede nella preghiera, nelle opere di carità, nel promuovere la giustizia, nel compiere il bene. Per la porta stretta che è Cristo deve passare tutta la nostra vita.” (Angelus in
Piazza San Pietro, 25/08/2013).

La Luce di Gesù è in grado di trasformare il nostro sguardo, ci rende capaci di vedere la Bellezza che ci circonda e soprattutto di esserne consapevoli, così da essere in grado di trasmettere il suo Amore anche ai fratelli. Una volta riconosciuto ciò, siamo chiamati a non trattenere ciò che gratuitamente abbiamo ricevuto, ma a trasmettere la Gioia che deriva dall’incontro con Lui.

L’invito che Gesù fa ai suoi discepoli è di lasciarsi plasmare dalla Sua Parola per poter essere in grado di irradiare la Sua Luce nella quotidianità, sul luogo di lavoro, nella propria famiglia e nel vivere le relazioni. Ci scopriremo così in grado di essere, grazie al sostegno di Gesù, noi stessi Luce. È un passo che richiede coraggio, ma con la consapevolezza che solo in questo modo la nostra vita avrà sapore.

Chiediamo al Signore di non lasciarci bloccare dalla paura, ma di andare al di là di ciò che sembra troppo grande per noi: scopriremo che la nostra Felicità sarà proprio nel lasciarci guidare e affidarci alla sua Parola che ci trasformerà e ci renderà sempre più conformi a Lui.

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