“Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».” (Giovanni 15,1-8).

Noi siamo i tralci ci ricorda Gesù nell’Evangelo di questo nuovo giorno. Ma che cosa significa essere tralci?

Ripensando al nostro impegno quotidiano di credenti nel Signore essere tralci significa riconoscere che siamo uniti. Siamo uniti alla vite sia concretamente, fisicamente, ma siamo uniti perché riceviamo la linfa, l’alimento che é indispensabile alla nostra crescita. E questo alimento viene dalle radici, dalla terra che è madre.

Questo squarcio agreste e poetico ci aiuta a cogliere il senso del nostro impegno di diventare frutto, frutto buono, frutto che va colto dalla vite per diventare uva e vino, alimento e bevanda.

L’impegno di annuncio e di missione produce frutti buoni se riconosciamo e ci alimentiamo sentendoci uniti al Signore sapendo che la linfa di cui  abbiamo bisogno è la Parola, il Pane eucaristico, il farsi Dono gratuito per gli altri.