“In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».” (Luca 15,1-10)

Le relazioni che Gesù costruisce nel corso della sua missione manifestano due polarità. Lo vediamo nell’Evangelo di oggi: i pubblicàni e i peccatori lo ascoltano, i farisei e gli scribi mormorano.

Queste sono situazioni tipiche in molte realtà della vita umana è spesso anche nelle nostre comunità.

Quello che colpisce dall’Evangelo di oggi sono le azioni, segnatamente i verbi delle due arcinote parabole che Gesù racconta.

Perdere e ritrovare, gioire insieme. É questa l’istantanea che la Parola ci annuncia oggi e sempre.

É proprio vero bisogna perdere per ritrovare e ritrovarsi. Cioè bisogna accorgersi che qualcosa ci manca per ricercare e ritrovare quello che ci è mancato. Lo sperimentiamo in tanti aspetti della nostra vita, sia di fede che di relazione con i fratelli nella comunità e nella società.

Spesso siamo incapaci di trovare la via per rilanciare la nostra vita. Ebbene Gesù ci ricorda che dopo aver perso qualcosa bisogna cercare, ricercare, intensamente e con passione, per trovare. Dobbiamo ritrovare, in fondo, noi stessi e gli altri.

É una volta che abbiamo ritrovato, la pecora e la moneta perduta, rallegriamoci e gioiamo insieme agli altri, alla comunità. Cosi D-o abita in noi e ci rende contenti di vivere.