Lc 21,20-24
Il Signore Gesù disse: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione e vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le
nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti»

Il brano di oggi colpisce per l’argomento trattato, ci parla di violenza di vendetta. Ci riferisce della distruzione di Gerusalemme e della diaspora del popolo di Israele che sarà disperso nel mondo. Si tratta di una visione drammatica che atterrisce perché manda in frantumi tutte le nostre sicurezze e certezze.

Di fronte a questo tutti noi potremmo reagire cadendo nella disperazione, pensando che non ci sarà scampo, che ormai tutto è definito e saremo travolti da questo ciclone senza possibilità di salvezza.
Questo tipo di interpretazione è una forte tentazione che rischia di annebbiare la nostra vita, facendoci vivere in un continuo stato di angoscia e sconforto.

Ma noi abbiamo la possibilità di capovolgere questa visione facendo riferimento a Gesù e al suo monito di far nostra la SPERANZA, consapevoli che non saremo soli nemmeno nella peggiore delle tempeste. Il Signore ci è accanto, non ci toglie dalle difficoltà per magia come fosse uno stregone,
ma le attraversa con noi e ci sussurra “Coraggio, sono Io, non abbiate paura (Mt 14,27).

Potremo far riferimento alle parole di Václav Havel (un intellettuale cecoslovacco) che affermava “La speranza non ha niente a che vedere con l’ottimismo. Non è la convinzione che qualcosa andrà bene, ma la certezza che qualcosa ha un senso”.

Prendendo spunto da quest’ultima frase, ancora una volta siamo chiamati ad AFFIDARCI al Signore, sicuri che non saremo abbandonati, ma avvolti dal suo Amore potremo vivere con pienezza la nostra esistenza, contemplando la BELLEZZA che ci ha donato.