Matteo 11,25-27
In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».


Questo breve ma intenso testo irrompe in maniera sorprendente nel Vangelo di Matteo, presentandoci Gesù che prorompe in un inno di lode e di benedizione al Padre.
Sorprendente perché nei versetti che lo precedono si parla di Gesù come di un mangione e di un beone, amico di pubblicani e di peccatori, si parla di città in cui egli ha predicato e compiuto prodigi e che non hanno creduto.

Situazioni, queste, che avrebbero potuto indurre al lamento e all’amarezza: il contesto è quindi pesante, è un’ora di prova nel ministero di Gesù…
Eppure Gesù trova motivo di gioia e di ringraziamento a Dio, sa leggere la propria vicenda e non si abbatte di fronte al proprio insuccesso: non un lamento ma una confessione che è lode e benedizione.

Gesù si rivolge a Dio con confidenza, lo chiama “Padre” perché in questo nome sono racchiusi per Gesù la tenerezza, l’amore e la misericordia.

Questo breve testo ci fa riflettere su quanto stiamo vivendo da mesi: in questo tempo di pandemia anche noi ci sentiamo stanchi e oppressi dalle tante difficoltà, preoccupazioni, incertezze.

Anche a ciascuno di noi, in questo momento, è richiesto di pregare e di riporre la nostra fiducia in Lui sentendoci “piccoli”: siamo “piccoli” nel momento in cui lasciamo spazio alla parola di Gesù e l’approfondiamo affinchè sappia orientare le scelte della nostra vita.

Piccoli” siamo noi quando riconosciamo la necessità di essere salvati e questa consapevolezza ci consente di seguire Gesù e di entrare in relazione con le persone che incrociamo nel nostro quotidiano, accogliendole come dono di Dio per la nostra vita.

Siamo “piccoli” quando siamo fedeli alla volontà del Padre riaffermando il nostro “sì” nonostante le contrarietà del tempo presente.