“In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.” (Marco 6,50-53).

Quante volte Gesù avrà attraversato il mare di Galilea, insieme ai discepoli per spostarsi da un luogo ad un altro. Ogni missione richiede di “attraversare” la nostra vita e quella di chi incontriamo.

Al tempo di Gesù evidentemente non esistono i giornali, le TV e i social ma la gente accorre da lui perché riconosce il bene e l’attenzione ai poveri e gli ammalati.

Un particolare colpisce la nostra attenzione: la gente supplica Gesù di essere guarita ed è sufficiente solamente toccare il lembo del mantello per salvarsi. Il lembo del mantello è quasi un oracolo, un segno della forza che supera le asperità della vita umana.

Anche noi abbiamo desiderio e necessità sentire la presenza di D-o nella nostra vita attraverso dei segni. Spesso però non riusciamo a percepire che il Signore è presente in noi nelle piccole cose. Egli ci accompagna con pazienza e noi dobbiamo fare la nostra parte.