“Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò.” (Marco 6,45-52).

L’Evangelo che la liturgia odierna ci presenta contiene una sorta di intermezzo tra l’evento straordinario della moltiplicazione dei pani e dei pesci e l’incontro dei discepoli con Gesù che cammina sul mare.

La questione di fondo è che i discepoli non si sono resi conto di quello che è successo con il miracolo della moltiplicazione. Sono chiusi nei loro schemi. Non si rendono conto che la missione di Gesù ha un significato diverso rispetto alle loro aspettative.

L’incontro, verso sera, con il mare agitato e Gesù che cammina per andare loro incontro, dà uno scossone alle loro convinzioni e alle loro certezze. Il mare agitato li rende paurosi. Gesù vuole aiutarli ad essere coraggiosi, ad osare, a credere che l’impossibile diventi possibile, avendo fiducia nel Signore.

In questo tempo di pandemia, dove si sono sgretolate le nostre certezze, abbiamo bisogno di affidarci, di credere che una via c’è e che tutto si può superare se abbiamo fede e se sappiamo testimoniare la nostra fede incontrando chi ha  bisogno del nostro aiuto. Non possiamo avere il cuore indurito.

Articolo precedente08/01/2021 – II Feria dopo l’Epifania
Articolo successivo09/01/2021 – III Feria dopo l’Epifania