Gv 15, 26 – 16,4
Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.

 

Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma io vi ho detto queste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato.
Non ve le ho dette dal principio, perché ero con voi.

Lo Spirito soffia: questa è la certezza che esce dal brano di oggi.

Un Vangelo che mi accompagna a svolgere delle riflessioni alla luce del fatto che lo Spirito parla a me, in me, mi educa nel capire chi sono e chi è Dio.

Il percorso di fede mi parla del lasciare scivolare le apparenze e il fare per lasciare spazio al cuore e all’essere: un cuore che pensa e che si tinge di bellezza, un essere che ama dalle viscere e che annienta i formalismi. Il tempo che Dio mi dona per costruire è questo, non ce n’è un altro: il Padre bussa alla mia porta perché insieme possiamo trasformare la Vita, testimoniare la gioia e condividere desideri di fraternità.

Nulla di più che spalancare il mio sguardo sulla storia; nulla di più che essere un credibile portatore di gioia.
Facile, no?

C’è un “però”, c’è uno scandalo …. letteralmente un ostacolo, una pietra d’inciampo: lungo il cammino la fiducia in Lui è un graduale e crescente “lasciarmi andare” oltre a ciò che mi rallenta, oltre a ciò che è un fardello che appesantisce: l’invito è proprio quello “a non arrovellarmi sulle cose che non vanno come dovrebbero”, a non lasciare vincere ingiustizie e contraddizioni; dipende da me, da ciascuno di noi nel lasciarci abitare da occhi di meraviglia e di bene che fanno davvero la differenza.

– “Sull’amore di Dio si costruisce la mia identità”: da chi e da che cosa mi sento edificato oggi?
– Intralci e difficoltà: prova a dargli un nome e a dedicare uno spazio di questa giornata per lasciarli illuminare dallo Spirito.

Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore,
esultino nel loro Re i figli di Sion (Sal 149)

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