“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.” (Giovanni 15,9-17).

Oggi meditiamo quello che può essere definito il “polisalmo” dell’unità. Il filo conduttore della Parola, in questa domenica di Pasqua, è appunto l’unità.

É l’unità tra il Padre e Figlio Gesù. L’unità tra Gesù e i suoi discepoli. L’unità tra fratelli nella vita quotidiana.

Il comandamento che Gesù rivolge ai suoi discepoli é l’essenza di tutto il cammino di fede di un credente e Gesù ha voluto svelare ai suoi discepoli che amarsi gli uni gli altri genera l’unità tra D-o e l’umanità.

Ma l’amore di cui parla Gesù è quello di dare la vita per i propri amici. Sì, siamo amici e non più servi. Questo é il salto di qualità per ogni credente.

D-o è amore (1Gv 4,7-10) proprio perché ha creato il nostro mondo, perché ci ha svelato la sua presenza attraverso il suo Figlio e perché ci ha donato lo Spirito. L’unità trinitaria nasce dall’amore. E noi siamo diventati amici del D-o della vita.

Anche questo non è sufficiente per vivere la nostra fede e rimanere nel Signore, in D-o che è amore. Riconosciamo la presenza del Signore perché “non siamo stati noi ad amare D-o, ma è lui che ha amato noi” (1Gv 4,7-10).

Certo non è facile vivere l’amore che D-o ci ha donato. Noi siamo chiamati ad una scelta importante e non facile soprattutto di fronte alle difficoltà della vita: riconoscere l’amore di D-o..Che cosa può aiutarci a capire questo messaggio di Gesù?

Ci sono tanti modi. In un tempo complicato come questo, il primo impegno é quello di riconoscere l’amore di D-o nei piccoli, negli ultimi, nei poveri, nei bisognosi. Poi conta molto lo stile con il quale facciamo questo. É nello spirito della mitezza che possiamo riconoscere la presenza del Signore. Essere sempre in ricerca è il desiderio che può animare la nostra vita di credenti credibili. La Parola e la preghiera sono linfa per scoprire che D-o è amore, unità e vita.

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