“Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: “Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito””. (Matteo 21,1-11).
La liturgia della Parola ci presenta la lettura dell’Evangelo della Passione come momento anticipatore al cammino che ciascuno vivrà nella settimana santa.
Tuttavia l’Evangelo della domenica delle Palme più propriamente ci consegna l’entrata di Gesù a Gerusalemme per la celebrazione della Pasqua.
Sembrerebbe un’entrata di festa, ma non dobbiamo lasciarci ingannare. L’entrata di Gesù é carica di contraddizioni.
Gesù entra a Gerusalemme non da re che sottomette. La regalità di Gesù é di un re che serve, che si dona alla sua gente perché mandato dal Padre a testimoniare l’amore totale. Gesù infatti cavalca un’asina, animale che porta i pesi della fatica umana. Il richiamo evangelico é legato ad una citazione della Genesi (49,8) che riguarda il conferimento da parte di Giacobbe al Figlio Giuda, quale capo dei suoi fratelli. La citazione richiama allo slegare l’asina da parte del Messia, inviato da D-o.
‘Il Signore ne ha bisogno’ é l’unica espressione in tutto l’Evangelo di Matteo nella quale Gesù si autodefinisce Signore, ovvero dimostra la sua regalità.
Gesù entra nel villaggio di Betfage, casa dei fichi in ebraico, per compiere un tragitto verso il monte degli Ulivi, di fronte al Tempio di Gerusalemme. Il villaggio segna sempre un lungo di contraddizioni e di opposizioni. E lo é anche in questo caso. La folla che precede e segue Gesù, mentre cavalca l’asina, lo accompagna in modo trionfale stendendo i mantelli al suo passaggio, indicandolo come il re d’Israele. In verità Gesù viene presentato come il profeta proveniente da Nazareth, come il liberatore rivoluzionario.
Sono queste le contraddizioni all’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Capiamo allora il senso della Passione di Gesù. Sono queste paradossi che produrranno l’opposizione al progetto di Gesù. La sua regalità é fondata sul dono e l’amore e su un volto diverso della presenza di D-o nella storia degli uomini.
Ascoltiamo dunque la Passione con sentimenti di sofferenza e di amarezza, nel riscoprire la nostra incapacità di dare senso alla presenza del Signore nella nostra vita personale e comunitaria.

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