Mc 1, 7-11

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Oggi al centro di tutta la liturgia trovo una grande novità, derivante dal battesimo ricevuto da Gesù al Giordano: Lui nuovamente si fa vicino e noi possiamo diventare VICINI a Lui, immersi anche noi nella sua vita divina.

Cos’è il battesimo per noi? Risposta da catechismo di quando eravamo bimbi: ‘diventiamo figli di Dio, diventiamo perciò cristiani, ci viene cancellato il peccato originale, entriamo nella nuova famiglia della Chiesa, riceviamo lo Spirito per la prima volta’.

Bene! Quindi? Niente di tutto questo c’entra con l’episodio evangelico di oggi, dove troviamo la Trinità.

Occorre cambiare prospettiva, aiutati dalla Lettera agli Efesini: Gesù facendosi battezzare, mettendosi in coda in mezzo agli uomini peccatori del suo tempo, ha scelto nuovamente, all’inizio del suo ministero pubblico, di mettersi dalla parte degli ultimi, miserabili, poveri peccatori.

Perché? Non poteva far qualcos’altro per riscattarci?

Invece, solo così ha davvero rotto con tutte le categorie, divisioni, schemi che l’uomo di ogni tempo inventa per organizzare la società; Lui non fa “divisione” (il diavolo la fa: dia-ballo in greco è dividere!) ma “elimina l’inimicizia” (Ef 2,16), annuncia “pace ai lontani e pace ai vicini” (Ef 2,17), con la conseguenza che noi non siamo più “né stranieri né ospiti, ma CONCITTADINI dei santi e FAMILIARI di Dio” (Ef 2,19).

Ecco, nuovamente ad inizio anno, dopo l’Epifania, all’inizio dei vangeli di “manifestazione”, ci viene ridetto la grande novità portata da Gesù e ben sintetizzata anche solo dal titolo della nuova enciclica di papa Francesco: FRATELLI TUTTI!

Mentre Dio si rivela, ci manifesta la nostra nuova identità!

Prendiamoci tempo per metabolizzare questa novità. Fratelli, proprio perché immersi nella vita e nella famiglia trinitaria, figli di Dio dell’unico Padre, perché non ci siano più divisioni. Ricordiamo che a prezzo del “sangue di Cristo” (Ef 2,13) Dio ci ha chiamati a far parte di un’unica famiglia… non sprechiamo tale dono!

Preghiamo davvero perché tutti possano sempre sentirsi FIGLI AMATI dal Signore, al di là delle differenze geografiche, sociali, politiche, religiose, economiche. Gennaio è il mese della Pace: affidiamo a Te, Padre, i nostri fratelli dimenticati; Gesù Tu che sei la nostra Pace, sostienici nel nostro impegno concreto a vivere uniti da fratelli.

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