“E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».” (Marco 1,7-11).

Gesù inizia la sua missione con il battesimo sulle rive del Giordano. Il Giordano divide il deserto dalla terra promessa. Il Giordano si  trova nella depressione più profonda del terra. Gesù, il Figlio del D-o vivente, il Messia atteso, sceglie di iniziare la sua missione e l’annuncio del D-o misericordioso, del Padre che ama donando suo Figlio, per annunciare speranza a gente sfiduciata nel punto più basso della terra!

É un battesimo che innalza Gesù verso il Padre ma nello stesso tempo si immerge nella vita umana, nella quotidianità della vita, nella fragilità e nell’energia che appartiene all’essere umano. Gesù congiunge l’umano con il divino.

Ci sono tre parole che colpiscono la nostra attenzione sul racconto del battesimo di Gesù.

Squarciare: è lo stesso verbo che Marco usa dopo la morte di Gesù: “Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo” (Marco 15,38). Il Battesimo ci introduce senza passaggi alle vicende ultime della vita Gesù. Ma squarciare vuol dire anche  una missione che scardina ogni nostra tessitura che si allontana da D-o: è una nuova alleanza quella che Gesù ci propone.

Colomba: Gesù è venuto per la la pace, l’amore, il rispetto della persona, la custodia di tutte le creature, la fratellanza e la solidarietà. “Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi; accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano … “ (Isaia 55, 1-11). La colomba é il simbolo della pace senza confini.

Voce: ha lo stesso significato di grido nella lingua greca (Marco 15,37). É il grido di Gesù che muore e ci dona l’ultimo respiro. É il soffio della creazione dell’umanità che in Genesi trova espressione completa.

L’Evangelo di questa domenica, che scavalca tutta la vita quotidiana di Gesù a Nazareth, ci introduce già nel cammino ordinario della nostra vita. Con il Battesimo siamo abilitati non solo a credere nel D-o della vita ma a testimoniarlo, ad annunciarlo e a farlo conoscere.

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