“In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.” (Marco 7,23-30).

Questo è l’Evangelo degli sconfinamenti.

Gesù sconfina: va a predicare nella regione di Tiro (attuale Libano sud, città fenicia). Dopo le critiche da parte delle autorità religiose Gesù decide di spostarsi verso le coste del mar Mediterraneo.

Ed è proprio in questo territorio che Gesù incontra una madre con una figliola colpita da un demonio. La particolarità è che questa donna parla la lingua greca, ed è a tutti gli effetti una straniera.

Gesù alla pressante richiesta di aiuto cerca di far presente che la sua missione è rivolta ai figli del popolo d’Israele. Sembra quasi respingere la richiesta della donna.

Ma questa madre prende in contropiede Gesù: gli dice che anche i cagnolini si cibano delle briciole.

Questa volta a sconfinare è la donna sottolineando che bastano briciole di fede per trovare fiducia nel Signore. Gesù è ammirato e riconosce una fede genuina.

Dovremmo avere fiducia e insistenza nel pregare il Signore. Non occorrono cose incredibili per coltivare la fede. Bastano alcune briciole della Parola e del Pane per coltivare la fede e riconoscere e pregare il Buon D-o.

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